Separazione per tradimento prove: quali possono essere?

da | Gen 23, 2026 | News

SEPARAZIONE PER TRADIMENTO PROVE: QUALI POSSONO ESSERE?

Molto spesso ci contattano dei clienti che lamentano di essere stati traditi dal proprio partner o persone che cercano online “separazione per tradimento prove” o “prove di tradimento legalmente valide”

La prima domanda che ci pongono è questa: che prove posso utilizzare in giudizio per chiedere una separazione con addebito per un tradimento avvenuto durante il matrimonio?

Prima di esaminare le prove utilizzabili in sede giudiziale per dimostrare l’infedeltà del partner, è bene comprendere per quale motivo il coniuge tradito intende provare in sede giudiziale il tradimento.

TRADIMENTO COME MOTIVO DI ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE

Il fine perseguito dal coniuge che ha subito il tradimento è senz’altro quello di ottenere l’addebito della separazione in capo al responsabile del tradimento.

L’addebito della separazione, invero, produce delle conseguenze giuridiche ben precise nei confronti del coniuge che subisce la condanna, segnatamente determina:

  • la perdita del diritto all’assegno di mantenimento;
  • la perdita dei diritti successori;
  • la condanna alle spese del giudizio.

Se vuoi maggiori informazioni sui presupposti e le conseguenze dell’addebito nel procedimento di separazione personale dei coniugi leggi l’articolo del nostro blog Separazione con addebito.

QUANDO IL TRADIMENTO COSTITUISCE MOTIVO DI ADDEBITO

Prima di addentrarci nell’esame del ventaglio dei mezzi probatori utilizzabili per dimostrare l’infedeltà del coniuge occorre rammentare che non sempre il tradimento, anche quando viene compiutamente provato e documentato, può essere considerato motivo di addebito della separazione.

Per ottenere l’addebito della separazione nei confronti del coniuge che ha commesso una violazione del dovere di fedeltà è necessario provare che il tradimento abbia determinato la crisi coniugale.

Secondo, infatti, la più recente giurisprudenza di legittimità la dichiarazione di addebito della separazione implica la prova che la irreversibile crisi coniugale sia ricollegabile esclusivamente al comportamento volontariamente e consapevolmente contrario ai doveri nascenti dal matrimonio di uno o di entrambi i coniugi, ovverosia che sussista un nesso di causalità tra i comportamenti addebitati ed il determinarsi dell’intollerabilità della ulteriore convivenza (C. Cass.,  sent. n. 32837/2022).

Ne consegue che un tradimento successivo alla crisi coniugale o comunque non determinante rispetto alla rottura del rapporto non può fondare l’addebito, pur restando una violazione del dovere di fedeltà.

PROVE PER DIMOSTARE IL TRADIMENTO IN SEDE DI SEPARAZIONE

Ora passiamo in rassegna tutti i mezzi probatori che possono essere validamente spesi in un procedimento di separazione per dimostrare il tradimento commesso dal partner infedele.

a) Le prove documentali

Questo tipo di prove rappresentano senz’altro le prove più efficaci da utilizzare in un procedimento di separazione.

Questo proprio perché esse formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate e, pertanto, difficilmente il coniuge nei cui confronti sono utilizzate potrà contestare la veridicità delle stesse.

Sono prove documentali le scritture private (ad esempio nel caso specifico del tradimento, una lettera o un foglio firmato dal coniuge infedele in cui ammette il tradimento commesso nei confronti della moglie), oppure un contratto, una ammissione di debito, una diffida, e gli atti pubblici, ad esempio, un atto notarile.

b) Le fotografie

Sono senz’altro utili tutte le fotografie che riproducono il coniuge mentre si scambia effusioni con una terza persona, che ovviamente non è il partner.

Cogliere il partner nell’atto del tradimento rappresenta una valida prova della violazione del dovere di fedeltà.

In tal caso, le contestazioni che potranno essere sollevate dal coniuge infedele potranno riguardare solo il dato temporale, ossia il momento in cui è stata scattata la foto.

Egli potrà, ad esempio, sostenere che la fotografia prodotta in giudizio sia stata scattata in un’epoca antecedente al matrimonio.

c) Email o sms

Anche le email o gli sms ricevuti dal partner nelle quali quest’ultimo ammette il tradimento hanno senz’altro un importante valore probatorio.

In questo caso, come nell’ipotesi delle fotografie, questi mezzi probatori sono assimilati, per quanto riguarda il valore probatorio, ai tradizionali documenti cartacei.

Questo significa che, ai sensi e per gli effetti dell’art- 2712 c.c., essi formano per la legge piena prova dei fatti che vanno a rappresentare, a meno che la controparte non li contesti. 

d) La testimonianza

La testimonianza rappresenta la prova tipica del processo civile.

Questo anche nei procedimenti di separazione.

In questo ambito, il teste però può deporre solo su fatti avvenuti in propria presenza o di cui abbia conoscenza diretta.

Se il testimone riferisce di aver saputo del tradimento perché rivelatogli da altri soggetti che non sono i coniugi, la sua dichiarazione è liberamente valutabile dal giudice.

e) Relazione dell’investigatore privato

In alcuni casi, i coniugi possono decidere di incaricare un investigatore privato per raccogliere delle prove dell’infedeltà del partner.

In questo caso, la relazione scritta dell’investigatore privato non ha rilevanza probatoria.

Potranno invece costituire delle valide prove le foto scattate ed inserite nella relazione.

Parimenti, può assumere valore probatorio la testimonianza dell’investigatore che riferisca al giudice ciò che ha visto lui direttamente durante l’espletamento delle indagini.

L’IMPORTANZA DELL’ONERE DELLA PROVA

Nel giudizio di separazione, l’onere di provare il tradimento e il nesso causale tra la violazione del dovere di fedeltà e la crisi coniugale grava interamente sul coniuge che richiede l’addebito.

Non è sufficiente, quindi, dimostrare l’esistenza di una relazione extraconiugale: chi invoca l’addebito deve anche fornire elementi idonei a provare che proprio quel comportamento abbia determinato l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza e la conseguente rottura del rapporto matrimoniale.

Sul punto, la Corte di Cassazione con ordinanza n. 22291/2024 ha precisato che la prova del tradimento può essere raggiunta anche mediante un singolo elemento probatorio, nella fattispecie una fotografia, purché tale elemento sia chiaro, univoco e non venga efficacemente contrastato dalla controparte mediante una diversa e plausibile ricostruzione dei fatti.

La Suprema Corte ha così chiarito che non è la quantità delle prove a risultare decisiva bensì la loro idoneità a dimostrare in modo convincente sia l’infedeltà sia la sua incidenza causale sulla crisi coniugale, valutazione questa che spetta al giudice sulla base del complessivo quadro probatorio emerso in giudizio.

SUGGERIMENTI PRATICI

Nel tentativo di raccogliere elementi idonei a dimostrare l’infedeltà coniugale è possibile incorrere, anche inconsapevolmente, in violazioni di legge e, in taluni casi, nella commissione di veri e propri reati.

Si pensi, ad esempio, all’accesso all’account di posta elettronica, ai profili social o ad altri sistemi informatici del partner in assenza di autorizzazione: una simile condotta integra il reato di accesso abusivo a sistema informatico.

Analogamente, anche l’accesso al telefono cellulare del coniuge senza il suo consenso costituisce un illecito.

Le prove acquisite con modalità illecite, oltre a esporre chi le ha raccolte a responsabilità di natura civile o penale, risultano inutilizzabili in sede giudiziale.

Un accorgimento che in determinate circostanze può consentire di evitare violazioni di legge consiste nel fotografare un messaggio che appare sullo schermo del telefono del partner, qualora il dispositivo sia lasciato incustodito, purché ciò avvenga senza violare i sistemi di protezione.

Proprio per evitare il rischio di incorrere in responsabilità civili o penali, è sempre opportuno confrontarsi preventivamente con il proprio legale, al fine di valutare quali iniziative siano consentite dall’ordinamento e quali modalità risultino idonee a raccogliere elementi di prova effettivamente spendibili in sede giudiziale.

CONCLUSIONI

La separazione per tradimento è un tema che continua a suscitare grande interesse, ma che richiede di essere affrontato con particolare attenzione e consapevolezza.

Dimostrare l’infedeltà del coniuge non è, di per sé, sufficiente per ottenere l’addebito della separazione: ciò che assume rilievo decisivo è la prova del nesso causale tra il tradimento e la crisi irreversibile del rapporto coniugale. In assenza di tale collegamento, anche un’infedeltà pienamente accertata può risultare giuridicamente irrilevante ai fini dell’addebito.

Sul piano probatorio, l’ordinamento mette a disposizione diversi strumenti utilizzabili nel giudizio di separazione, ma non tutte le prove hanno lo stesso peso né possono essere raccolte liberamente. È fondamentale, infatti, che gli elementi probatori siano acquisiti nel rispetto della legge, evitando comportamenti che possano tradursi in violazioni della privacy o, nei casi più gravi, in illeciti civili o penali.

Proprio per questo motivo, prima di intraprendere iniziative autonome o di affidarsi a soluzioni improvvisate, è sempre opportuno valutare con un professionista la strategia più corretta, sia sotto il profilo probatorio sia sotto quello processuale.

Un’adeguata consulenza legale consente non solo di comprendere se vi siano i presupposti per richiedere l’addebito della separazione ma anche di individuare le prove effettivamente spendibili in giudizio e le modalità lecite per reperirle.

Avvocato Cristiano Galli

 

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